Tag Archives: Siria

Le milizie e il capitalismo clientelare ostacolano la ricostruzione della Siria

Siriani scavano nelle macerie

Siriani che cercano sopravvissuti tra le rovine della città di Qusayr, in provincia di Homs – 21-5-2013 (AFP – HO/Fair use. Tutti i diritti dell’autore)

Di Joseph Daher da SyriaUntold e OpenDemocracy

Per la prima volta dal 2011 nell’agosto del 2017 si è svolta la Fiera Internazionale di Damasco nel tentativo di attirare investitori esteri e promuovere un’immagine di normalità nel paese. Hanno partecipato diverse imprese da Russia, Iran, Cina, Iraq, India, Sudafrica e Libano insieme ai rappresentanti di più di quaranta paesi. Malgrado abbia avuto uno scarso impatto economico e un colpo di mortaio che ha provocato numerose vittime abbia confermato la fragilità delle condizioni di sicurezza il messaggio del regime per gli attori locali, regionali e internazionali era chiaro: Asad è quì per restare e questo è l’inizio del periodo di ricostruzione della Siria. Read more

La fine della solidarietà tra arabi e curdi in Siria

Curdi, assiri e arabi manifestano contro il regime siriano a Qamishli

Curdi, assiri e arabi manifestano contro il regime siriano a Qamishli. 06/01/2012 (KurdWatch.org)

di Loubna Mrie da Al-Araby Al-Jadeed

Nel 2011 nei territori controllati dall’opposizione la bandiera dell’indipendenza siriana (che aveva sostituito quella baathista) sventolava a fianco della bandiera curda. Ad Amuda e Qamishli i curdi cantavano slogan in solidarietà con i loro fratelli arabi. Gli attivisti arabi facevano lo stesso: nei loro villaggi e città si scandivano sempre dei cori curdi. Read more

Dennis Kucinich e la miopia della sinistra sulla Siria

Una foto di propaganda rilasciata dalla Syrian Arab News Agency (SANA) che mostra il presidente siriano Bashar al-Asad (a sinistra) mentre parla con il deputato democratico statunitense Dennis Kucinich durante un incontro a Damasco, 2 settembre 2007. (AFP/SANA).

di Joey Ayoub da Middle East Eye

Per convenienza gli antimperialisti essenzialisti occidentali non fanno caso al brutale opportunismo di Asad nei confronti dell’estremismo religioso. Read more

L’islamismo dei disastri

Ragazzi osservano la città di Qayyarah in fiamme. 09 novembre 2016. (Foto di Mstyslav Chernov)

di Jamie Allinson da Salvage Magazine

Che cosa indica il termine Stato Islamico? Dal settembre 2014 l’autoproclamato califfato e i suoi seguaci hanno conquistato e poi perso migliaia di chilometri quadrati di territorio siriano e iracheno uccidendo – e in molti casi schiavizzando e torturando – migliaia di persone. Hanno affrontato i bombardamenti di Stati Uniti e Russia, aperto gruppi affiliati in almeno otto paesi e condotto (o rivendicato) almeno settanta attacchi fuori dalla Siria e dall’Iraq. Nella sola estate 2016 l’ISIS, o delle persone che hanno dichiarato essere suoi affiliati, ha attuato diciassette attacchi. È qualitativamente diversa da qualsiasi altra organizzazione terroristica precedente e le forze della reazione islamofoba, non ultimo il nuovo presidente statunitense, non hanno perso tempo per occupare lo spazio che si è così aperto sull’estrema destra. Read more

Rivoluzioni violate a Genzano

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Ho ripreso un mio vecchio subvertising di Shepard Fairey per fare la locandina della presentazione di uno dei pochi libri decenti usciti in Italia sul processo rivoluzionario nella regione araba.

L’iconografia utilizzata, oltre al faccione coperto di un manifestante, vede la presenza di Handala scrivere Rivoluzione fino alla vittoria e la foto di una militante rivoluzionaria egiziana recentemente liberata dopo aver trascorso anni in carcere per manifestazione non autorizzata.

Insomma, i Castelli vi aspettano.

Anche su The Palestine Poster Project Archives

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Il fondamentalismo islamico, la Primavera Araba e la Sinistra

Manifestazione della sezione giordana dei Fratelli Musulmani (AFP/Getty Images)

Manifestazione della sezione giordana dei Fratelli Musulmani (AFP/Getty Images)

Intervista a Gilbert Achcar di Ashley Smith
Da International Socialist Review

Gilbert Achcar è professore di relazioni internazionali presso la School of Oriental and African Studies (SOAS) dell’università di Londra. È l’autore di numerosi libri tra cui “Scontro tra barbarie. Terrorismi e disordine mondiale“, “The Arabs and the Holocaust: The Arab-Israeli War of Narratives“, “Marxism, Orientalism, Cosmopolitanism” (Haymarket, 2013) e “The People Want: A Radical Exploration of the Arab Uprising” (University of California, 2013). Ha appena pubblicato “Morbid Symptoms: Relapse in the Arab Uprising” (Stanford University Press, 2016). Ashley Smith lo ha intervistato su una delle domande più importanti poste dalla Primavera Araba: la sinistra cosa ha capito del fondamentalismo islamico e come ci si relaziona? Read more

Altrimperialismo

altrimper

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UPDATE 21/09/2017: A pochi giorni dall’ingresso di Silvio Berlusconi nell’asse della Resistenza tramite la visita compiuta dai suoi parlamentari al boia di Damasco questa locandina è tornata di attualità grazie a un gruppo di shabbiha twittaroli che si sono chiesti chi ci fosse dietro questo sito. sostenitori di Assad ben poco svegliTra la prima e la seconda ipotesi io opto per la seconda, premesso che l’esecuzione del manifesto ha richiesto 15 minuti e non due. Questi geni di analisti vorrebbero interpretare il mondo e non riescono a distinguere il blog satirico di un abitante dei Castelli Romani da un’agenzia pubblicitaria. D’altronde si sa che gli shabbiha sono come i carabinieri: uno scrive e l’altro strilla HA STATOH $$ORO$$!!!1!11!!

Ho visto sedicenti comunisti andare in pellegrinaggio a Damasco scavalcando a destra i neonazisti. Read more

Aleppo brucia

aleppo_bruciaCliccalo per allargarlo

I miei due spicci a sostegno del popolo siriano che ad Aleppo si trova a dover subire l’aggressione del regime di al-Asad e dei suoi sponsor internazionali da cui prende ordini.

Nella (dubbia) speranza che nella campagna di mobilitazione su scala mondiale l’Italia non sfiguri e magari a Roma si veda anche qualche elemento dei militanti “internazionalisti” ben attenti a mobilitarsi solo a targhe alterne.

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