Tag Archives: Fatti di classe

Antifa Conflictual Party Vol. IV

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Come quasi ogni anno ho avuto l’onere e l’onore di fare la locandina per l’unica celebrazione della resistenza che si svolge nei Castelli Romani, o almeno l’unica in cui ci si può degnare di presenziare. L’edizione 2017 del festival è ancora più interessante visto che gli sfaticatissimi “Studenti dei Castelli in mobilitazione” hanno deciso di dare un senso alla loro esistenza e di dare vita all’unico centro occupato della nostra zona, un’ex serra ribattezzata con il nome (infelicissimo) di Laboratorio Sociale Semi in Rivolta.

Stavolta abbandono la mia consueta grevitas e l’aria vintage-nostalgica per lasciare il passo alla cultura pop.

Ovviamente poiché i giovincelli non hanno una lira (l’utilizzo di questa espressione non implica nessun richiamo nostalgico alla sovranità monetaria) per pagare una tipografia sono stato obbligato a fargli anche una versione più adatta alla stampa serigrafica, mentre per il prossimo anno bisognerà tenergli un corso di attacchinaggio per impedire di vedere di nuovo i manifesti storti, incollati male e con delle orride pieghette.

Al-Masri international: come scendere dall’Alto Castello (Rocca Priora) per approdare…a Frascati.

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Nessun compromesso fino al ritorno.

Dopo più di un anno di silenzio ritorno a fare poster sulla Palestina. L’ultima volta mi ero dedicato a sovvertire il Brand Israel ([1]; [2]) e, di passaggio, a glorificare la resistenza in occasione dello scoppio della cosiddetta Intifada di Gerusalemme.

Stavolta ci soffermiamo su uno dei punti cardine della lotta di liberazione del popolo palestinese: quello del ritorno dei profughi. Spesso infatti quando si parla di solidarietà con la Palestina si pensa al sostegno ad un fantomatico stato costruito su un’infima parte del suo territorio originario sempre più eroso dall’incessante colonizzazione. Ciò ovviamente esclude dall’equazione due variabili molto importanti: i quasi due milioni di palestinesi dei territori del ’48 che vivono come cittadini di serie-Z all’interno di “Israele” e gli oltre cinque milioni di profughi (più o meno la metà della popolazione palestinese complessiva) sparpagliati nei campi all’interno dei territori occupati nel 1967 e negli stati confinanti.

Il ritorno non è una volontà velleitaria ormai cancellata dai fatti sul campo, bensì un diritto che travalica qualsiasi legislazione internazionale o accordo diplomatico, cosa che i profughi non mancano mai di ribadire, come vi raccontai ormai sei anni fa.

Il testo in arabo recita “Resisti, non fare compromessi fino al ritorno“. Qualsiasi errore non è mia responsabilità, bensì di chi mi ha suggerito lo slogan.

Anche su Palestine Poster Project Archive [1];[2]

Goodmorning Left Side!

 

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Rivoluzioni violate a Genzano

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Ho ripreso un mio vecchio subvertising di Shepard Fairey per fare la locandina della presentazione di uno dei pochi libri decenti usciti in Italia sul processo rivoluzionario nella regione araba.

L’iconografia utilizzata, oltre al faccione coperto di un manifestante, vede la presenza di Handala scrivere Rivoluzione fino alla vittoria e la foto di una militante rivoluzionaria egiziana recentemente liberata dopo aver trascorso anni in carcere per manifestazione non autorizzata.

Insomma, i Castelli vi aspettano.

Anche su The Palestine Poster Project Archives

Good Morning Left Side!

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