Tag Archives: Santini

Antifa Conflictual Party Vol. IV

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Come quasi ogni anno ho avuto l’onere e l’onore di fare la locandina per l’unica celebrazione della resistenza che si svolge nei Castelli Romani, o almeno l’unica in cui ci si può degnare di presenziare. L’edizione 2017 del festival è ancora più interessante visto che gli sfaticatissimi “Studenti dei Castelli in mobilitazione” hanno deciso di dare un senso alla loro esistenza e di dare vita all’unico centro occupato della nostra zona, un’ex serra ribattezzata con il nome (infelicissimo) di Laboratorio Sociale Semi in Rivolta.

Stavolta abbandono la mia consueta grevitas e l’aria vintage-nostalgica per lasciare il passo alla cultura pop.

Ovviamente poiché i giovincelli non hanno una lira (l’utilizzo di questa espressione non implica nessun richiamo nostalgico alla sovranità monetaria) per pagare una tipografia sono stato obbligato a fargli anche una versione più adatta alla stampa serigrafica, mentre per il prossimo anno bisognerà tenergli un corso di attacchinaggio per impedire di vedere di nuovo i manifesti storti, incollati male e con delle orride pieghette.

Al-Masri international: come scendere dall’Alto Castello (Rocca Priora) per approdare…a Frascati.

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Dalle giungle di Phnom Penh alle urne italiane: cinque anni di stupidaggini.

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Niente da fare: in Italia il vento del cambiamento è stato repentinamente arrestato dall’inerzia di un popolo che ha preferito la conservazione al NUOVO™.

Lessico renziano a parte siamo tutti contenti della vittoria del No e posso finalmente dire dopo 15 anni di militanza di aver contribuito a far cadere un governo borghese. Ovviamente questa ardua lotta non sarebbe stata vinta senza l’aiuto del presidente Pol-Pot che ci ha inviato due commissari politici direttamente dalla Kampuchea Democratica. Questo è un attestato di “stima” per il Talleyrand del Partito Democratico e per il Peròn della destra italiana, due tizi che tutti stanno provando a “rottamare” da circa dieci anni ma che alla fine si ritrovano sempre sulla riva del proverbiale fiume guardando scorrere i cadaveri dei loro avversari. Il tutto mentre il CNEL, additato come fonte di tutti i mali e gli sprechi della Repubblica, è sopravvissuto al tentativo di cancellarlo.

In tutto questo oggi il blog compie il suo primo lustro. Torno a fare ironia sulla politica nazionale proprio come facevo agli esordi in cui celebravo l’infausta nascita del Governo Tecnico, film di cui forse dobbiamo aspettarci un remake.

P.S.: malgrado l’ironia al referendum ho votato veramente per il NO. Questo l’appello lanciato dalla pagina facebook del blog:

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Altrimperialismo

altrimper

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UPDATE 21/09/2017: A pochi giorni dall’ingresso di Silvio Berlusconi nell’asse della Resistenza tramite la visita compiuta dai suoi parlamentari al boia di Damasco questa locandina è tornata di attualità grazie a un gruppo di shabbiha twittaroli che si sono chiesti chi ci fosse dietro questo sito. sostenitori di Assad ben poco svegliTra la prima e la seconda ipotesi io opto per la seconda, premesso che l’esecuzione del manifesto ha richiesto 15 minuti e non due. Questi geni di analisti vorrebbero interpretare il mondo e non riescono a distinguere il blog satirico di un abitante dei Castelli Romani da un’agenzia pubblicitaria. D’altronde si sa che gli shabbiha sono come i carabinieri: uno scrive e l’altro strilla HA STATOH $$ORO$$!!!1!11!!

Ho visto sedicenti comunisti andare in pellegrinaggio a Damasco scavalcando a destra i neonazisti. Read more

Obama il barbudo

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La barba in questione ovviamente non è quella dei predicatori salafiti come vorrebbe la propaganda razzista e islamofoba statunitense o la satira inglese, su cui comunque cadde anche un famoso giornalista filo-leghista e frequentatore di Casa Pound molto ammirato nei circoli della sinistra deteriore e deteriorata.

La barba in questione è quella dei barbudos che hanno liberato Cuba dall’oppressione di Batista, gruppo di rivoluzionari in cui Obama può finalmente entrare di diritto.

Diamo il benvenuto agli Stati Uniti d’America all’interno dell’Asse della Resistenza!

Adinolfi Akbar!

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Ecco fatto: L’ISIS, che da mesi annuncia di voler far sventolare la propria bandiera su San Pietro, è finalmente giunto in Italia nella sua declinazione cattolica estremista.

Chiedo perdono in anticipo all’ISIS e al sig. Muqtada al-Sadr (di cui ho utilizzato il corpo per il fotomontaggio) per averli accostati al Popolo della Famiglia e a Mario Adinolfi. Comprenderò ed accetterò ogni fatwa emessa contro di me.

Ecco una piccola rassegna sul terrorismo cristiano nel mondo.

 

Sisial Killer

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Il recente assassinio di un dottorando italiano al Cairo ha portato all’onore delle cronache nazionali la questione della repressione in Egitto ad opera del governo di Abdel Fattah el-Sisi.

Lungi dall’essere un caso isolato, il paese che ha visto lo scoppio di una rivoluzione nel 2011 sta vivendo una quotidianità fatta di arresti arbitrari ed uccisioni, anche di massa, direttamente o indirettamente riconducibili al governo del nuovo presidente proveniente dalle fila del quasi onnipotente apparato militare.

Pochi giorni fa era l’anniversario del massacro degli ultras del Zamalek mentre il 25 gennaio si è ricordata l’uccisione di un’attivista che, secondo i referti delle autorità, è morta perchè era troppo magra ed il suo corpo non era in grado di schermarla dai proiettili della polizia.

Sui Daily Bookmarxs trovate una (troppo) lunga bibliografia sul tema.

Questa invece è un’intervista rilasciata la settimana scorsa su Radio Onda Rossa.

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