Category Archives: Serio

Monte Cavo Mon Amour

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Tempo fa mi capitò di vedere un adesivo che sponsorizzava una delle bellezze naturali del Sol Levante, il Monte Fuji. Non ho mai visitato il Giappone ma sono quasi sicuro che l’indubbia bellezza creata dagli agenti atmosferici sulle catene montuose non sia nulla rispetto all’effetto che l’uomo può aggiungere all’opera delle intemperie. Dunque mi sono sentito obbligato a celebrare la montagna più bella dell’orografia castellana e mondiale. Read more

Dennis Kucinich e la miopia della sinistra sulla Siria

Una foto di propaganda rilasciata dalla Syrian Arab News Agency (SANA) che mostra il presidente siriano Bashar al-Asad (a sinistra) mentre parla con il deputato democratico statunitense Dennis Kucinich durante un incontro a Damasco, 2 settembre 2007. (AFP/SANA).

di Joey Ayoub da Middle East Eye

Per convenienza gli antimperialisti essenzialisti occidentali non fanno caso al brutale opportunismo di Asad nei confronti dell’estremismo religioso. Read more

Antifa Conflictual Party Vol. IV

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Come quasi ogni anno ho avuto l’onere e l’onore di fare la locandina per l’unica celebrazione della resistenza che si svolge nei Castelli Romani, o almeno l’unica in cui ci si può degnare di presenziare. L’edizione 2017 del festival è ancora più interessante visto che gli sfaticatissimi “Studenti dei Castelli in mobilitazione” hanno deciso di dare un senso alla loro esistenza e di dare vita all’unico centro occupato della nostra zona, un’ex serra ribattezzata con il nome (infelicissimo) di Laboratorio Sociale Semi in Rivolta.

Stavolta abbandono la mia consueta grevitas e l’aria vintage-nostalgica per lasciare il passo alla cultura pop.

Ovviamente poiché i giovincelli non hanno una lira (l’utilizzo di questa espressione non implica nessun richiamo nostalgico alla sovranità monetaria) per pagare una tipografia sono stato obbligato a fargli anche una versione più adatta alla stampa serigrafica, mentre per il prossimo anno bisognerà tenergli un corso di attacchinaggio per impedire di vedere di nuovo i manifesti storti, incollati male e con delle orride pieghette.

Al-Masri international: come scendere dall’Alto Castello (Rocca Priora) per approdare…a Frascati.

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L’islamismo dei disastri

Ragazzi osservano la città di Qayyarah in fiamme. 09 novembre 2016. (Foto di Mstyslav Chernov)

di Jamie Allinson da Salvage Magazine

Che cosa indica il termine Stato Islamico? Dal settembre 2014 l’autoproclamato califfato e i suoi seguaci hanno conquistato e poi perso migliaia di chilometri quadrati di territorio siriano e iracheno uccidendo – e in molti casi schiavizzando e torturando – migliaia di persone. Hanno affrontato i bombardamenti di Stati Uniti e Russia, aperto gruppi affiliati in almeno otto paesi e condotto (o rivendicato) almeno settanta attacchi fuori dalla Siria e dall’Iraq. Nella sola estate 2016 l’ISIS, o delle persone che hanno dichiarato essere suoi affiliati, ha attuato diciassette attacchi. È qualitativamente diversa da qualsiasi altra organizzazione terroristica precedente e le forze della reazione islamofoba, non ultimo il nuovo presidente statunitense, non hanno perso tempo per occupare lo spazio che si è così aperto sull’estrema destra. Read more

Nessun compromesso fino al ritorno.

Dopo più di un anno di silenzio ritorno a fare poster sulla Palestina. L’ultima volta mi ero dedicato a sovvertire il Brand Israel ([1]; [2]) e, di passaggio, a glorificare la resistenza in occasione dello scoppio della cosiddetta Intifada di Gerusalemme.

Stavolta ci soffermiamo su uno dei punti cardine della lotta di liberazione del popolo palestinese: quello del ritorno dei profughi. Spesso infatti quando si parla di solidarietà con la Palestina si pensa al sostegno ad un fantomatico stato costruito su un’infima parte del suo territorio originario sempre più eroso dall’incessante colonizzazione. Ciò ovviamente esclude dall’equazione due variabili molto importanti: i quasi due milioni di palestinesi dei territori del ’48 che vivono come cittadini di serie-Z all’interno di “Israele” e gli oltre cinque milioni di profughi (più o meno la metà della popolazione palestinese complessiva) sparpagliati nei campi all’interno dei territori occupati nel 1967 e negli stati confinanti.

Il ritorno non è una volontà velleitaria ormai cancellata dai fatti sul campo, bensì un diritto che travalica qualsiasi legislazione internazionale o accordo diplomatico, cosa che i profughi non mancano mai di ribadire, come vi raccontai ormai sei anni fa.

Il testo in arabo recita “Resisti, non fare compromessi fino al ritorno“. Qualsiasi errore non è mia responsabilità, bensì di chi mi ha suggerito lo slogan.

Anche su Palestine Poster Project Archive [1];[2]

Goodmorning Left Side!

 

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Rivoluzioni violate a Genzano

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Ho ripreso un mio vecchio subvertising di Shepard Fairey per fare la locandina della presentazione di uno dei pochi libri decenti usciti in Italia sul processo rivoluzionario nella regione araba.

L’iconografia utilizzata, oltre al faccione coperto di un manifestante, vede la presenza di Handala scrivere Rivoluzione fino alla vittoria e la foto di una militante rivoluzionaria egiziana recentemente liberata dopo aver trascorso anni in carcere per manifestazione non autorizzata.

Insomma, i Castelli vi aspettano.

Anche su The Palestine Poster Project Archives

Good Morning Left Side!

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Concorsone di buon compleanno

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Due aiuti in uno: la lingua a cui si riferisce l’abbecedario di cui sopra è il napoletano. I miei contatti lucani hanno indovinato alla prima occhiata ma non hanno potuto rispondere a causa dei limiti geografici imposti dal regolamento. Anche se una vacanza al centro oli di Viggiano o a Rionero non mi avrebbe fatto schifo.

Fra due settimane questo sito compirà cinque anni di inutile occupazione della rete internet, si impone dunque un festeggiamento a base di sforzi logici. Read more

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